10 luglio 2014

Rianimazioni


Nella vita di tutti i giorni pensiamo che l'attesa sia una perdita di tempo ma in un reparto di rianimazione è tutt'altra cosa, è una richiesta al Tempo affinché senza fretta, quando vorrà, ci restituisca la persona cara.

Nello spazio comune, apparentemente freddo e disumanizzante, dove una decina di persone deve la vita alle macchine e alla caparbietà dei medici, l'attesa dei familiari è  fatta di carezze e di baci ai propri congiunti sulla pelle libera da cavi tubicini e sonde, di silenzi, di sguardi, e anche di bisbigli nella speranza che possano essere ascoltati da chissà quale dimensione parallela. L'aria è densa d'affetto e d'amore e di tante preghiere, a volte di fedi diverse e, ne sono certo, anche di chi non ha fede.

Ingresso al reparto di rianimazione dell' Ospedale Torrette di Ancona
L'ingresso al reparto è un tempio dove ogni sporgenza strabocca di santini, rosari, preghiere, P.G.R., immagini sacre insieme a simboli (profani) portafortuna. C'è anche una divinità orientale (?) d'argento al collo di Padre Pio. Neanche la chiesa interna dell'ospedale, a pochi passi da qui, è così ricca di tante testimonianze.











6 commenti:

  1. brunas10/7/14

    certo che hai uno sguardo speciale... vedi l'umanità anche sotto a una crosta di cattivo gisto e di superstizione.

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    1. Sì, dopo aver visto persone in gamba che nella disperazione, senza abbandonare le terapie mediche prescritte, si sono purtroppo rivolte ai maghi, alle torte di Padre Pio e alle acque miracolose di ogni tipo ho capito che sarebbe stato ingiusto esprimere ogni tipo di giudizio.

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  2. Purtroppo più di una volta ho varcato la soglia di questo mondo...
    L'ultima volta non è stata una scelta facile, nè una conclusione felice..
    Un abbraccio Leo!

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    1. Un abbraccio anche a te, ciao.

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  3. ci sono luoghi che trasudano speranza, attesa e dolore, a quei luoghi e solo a quelli è concessa qualsiasi fede perfino la superstizione purché nessuno ci speculi sopra

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