13 febbraio 2015

La piccola eternità

Lungomare di Grottammare


La scritta sulla spalletta di un ponte nel lungomare di Grottammare contiene, come in una regola tacita, i soliti due cuori, le iniziali dei nomi, la data e la frase d'amore: in questo caso la strofa della delicata e struggente canzone-poesia " Lo Straniero" (1969) scritta e cantata da George Moustaki .

Ma se, normalmente, il tempo dell'amore descritto sui muri è vago e impalpabile perché eterno e senza fine, qui, invece,  l'eternità è piccola e il tempo è comunque scandito dalla certezza della morte.  Non so chi siano "E" e "C", se lui (o lei) abbia scelto questo testo per la concretezza del contenuto o, semplicemente, perché l'ascolto di questa canzone ha fatto da sfondo al loro primo bacio,  però bisogna essere lucidi e determinati, non solo innamorati, per affidarsi a un progetto come questo.

Quando passo di lì, non vi  nascondo che continuo a fare il tifo e a sperare per quella loro... piccola* eternità.

Buon san Valentino!



* nel testo originale l'eternità è breve 



05 febbraio 2015

La Gola della Rossa/2 - Il Parco




Se cammini nella Gola della Rossa, chiusa alle auto oramai da più di quaranta anni, ancora oggi provi una sensazione di liberazione e di rivincita nei confronti del traffico scomparso. Non puoi fare a meno di “leggere” i resti di quella vecchia strada: massicciate, protezioni, segnali stradali, i vecchi isolatori in ceramica delle linee elettriche...Ti sembra impossibile che per secoli quei pochi metri di larghezza riuscirono a contenere il traffico incolonnato e asfittico di quella importante via di comunicazione tra Ancona e Roma, che le frequenti frane e cadute massi non causarono delle stragi e che gli esili guardrail di allora poterono “paracarrare” camion e automobili dal rischio di precipitare nei dirupi sottostanti e nel fiume Esino.

Gola della Rossa da Pontechiaradovo

Vecchi  guardrail

L'ultima pietra miliare 

Vecchi isolatori in ceramica nei sostegni delle linee elettriche


Natura contro guardrail in cemento
Poi ti accorgi che quella stessa strada si è trasformata in una piacevole compagna di viaggio per i due chilometri, circa, di percorso che si snodano tra le rocce a strapiombo, tra la vegetazione abbarbicata in ogni dove, tra gli odori che ondeggiano dal profumo del pino a quello della santoreggia, e tra i colori e contrasti di colori, a volte accecanti, dove il bianco delle rocce calcaree taglia come una lama il blu intenso del cielo. Ma se cerchi il silenzio, ti conviene  salire più in alto perché qui non ti lasceranno mai né il rumore del fiume che scorre, mulina, gorgoglia, sciaborda tra le rocce tormentate  né  lo struscio delle foglie agitate di continuo dal vento.


Gola della Rossa

Quel puntino nero sfocato è un'aquila

La strada gelata, il dirupo e il fiume Esino

Leggero o violento il vento soffia sempre
Questa zona insieme alla contigua e gemella  Gola di Frasassi fanno  parte dal 1989 del Parco Regionale Gola della Rossa e Frasassi. Frasassi è oramai famosa nel mondo per le sue magnifiche grotte, all’interno di una montagna scavata come il groviera (ne parlerò in un prossimo post),  la Gola della Rossa, invece, è più tranquilla e raccolta. Deve il suo via vai di persone proprio a quella strada chiusa che offre a tutti, giovani e anziani, atleti e comuni mortali, di andare in bicicletta, di arrampicare o di scendere in grotta, di  allenarsi alla corsa o , più semplicemente, di passeggiare in tutta tranquillità e assistere ad uno strano fenomeno naturale che ho descritto in questo post
Passeggiata estiva

Passeggiata in bicicletta sulla neve
Li ho visti arrivare, un bambino tra due adulti, a qualche centinaio di metri di distanza. In un attimo il bambino si stacca dal centro, il tempo di fare la pipì sul ciglio della strada e poi via, di corsa, si riposiziona nello spazio che occupava prima, e che i due compagni avevano lasciato libero pur continuando a camminare, come se quello al centro fosse un posto riservato solo a lui. Erano un tutt'uno: stessa attrezzatura,stesso passo, stessa stanchezza. Quando ci siamo incrociati e salutati il piccolo mi ha raccontato con lo sguardo, solo con lo sguardo, che lui, nell'escursione, aveva fatto cose stupende e difficili, da adulto con gli adulti. Credo che non dimenticherà facilmente questa escursione, la prima o una tra le sue prime iniziazioni alla montagna. Su roccia? Chissà!

Ritorno dall'escursione
In effetti, la facilità d'accesso  e la particolare conformazione e varietà delle rocce  hanno reso la Gola una gigantesca palestra all'aperto intersecata da tante vie attrezzate (dai nomi più improbabili e fantasiosi) con chiodi, spit e corde d'acciaio. A volte le pareti sono punteggiate da tante macchie colorate che poi scopri  allungarsi, con le mani protese a cercare qualche appiglio, oppure scendere nel vuoto appese ad un'esile filo. Altre, invece, le scorgi solo dopo aver seguito l'eco di grida che si cercano o si aiutano in qualche canalone semi nascosto.

Arrampicata on the road

Discesa a corda doppia

Arrampicata al...femminile


Un nome...improbabile attribuito ad una via attrezzata
Due sentieri secolari s'inerpicano per circa mille metri nel cuore del Parco, sulle cime a...guardia della Gola: il Monte Rovellone passando per l'Eremo di Grottafucile, a sud, il Monte Murano (La Rossa) costeggiando la Grotta del Vernino, a nord. I panorami, la natura e la fede diventano così spettacolo insieme alle tracce lasciate dalla fatica di intere generazioni che qui trovarono il loro sostentamento. Occorre solo po' d'attenzione e curiosità per scoprire muretti a secco, canali di scolo, ricoveri di fortuna e case di pietra, fazzoletti di terreno spianati e ripuliti dai sassi per essere coltivati.




Nord: dorsale del Monte Murano ( La Rossa) e la Grotta del Vernino

Sud: dorsale de Monte Rovellone  e l'Eremo di Grottafucile
Avrei voluto non inquadrare, nelle due foto in alto, i due squarci che le due cave di pietra hanno inferto alla montagna, uno dei quali per poco non ha fagocitato l'Eremo di Grottafucile? Stesso dilemma per la superstrada che per due volte sbuca dalle gallerie con prepotenza, come per ricordarci cosa ci aspetta al di là della Gola. Ma se vogliamo che le strade siano sempre più larghe e veloci e che le città continuino ad espandersi, altrimenti l'economia di una nazione crolla, da qualche parte dovremo pur prendere i materiali che ci occorrono. E infatti è qui, nelle cave, che l'Edilizia viene a fare la spesa. Non parlarne o peggio far finta di non vedere non è ipocrisia? Perciò non voglio rimuovere il problema e lo presento così com'è...senza trucchi e senza inganno. Ad un parco tirato a lucido, in cui perfino le fontane in acciaio sono camuffate da finte sorgenti naturali in pietra, preferisco questo ambiente dove il rapporto tra la natura e l'uomo non è falsato e dove le contraddizioni che la civiltà genera nel suo sviluppo diventano così esplosive che  implorano una risposta.

Incontro ravvicinato con la superstrada


Quando scende la sera, le luci dell'edicola religiosa, curata e ben tenuta, dedicata alla madonna sono le ultime ad illuminare la strada. Subito dopo inizia la Gola della Rossa così nera che la mente ce la trasforma  in un antro buio e misterioso come nelle favole. Ma dai racconti di chi abita nei paraggi, nelle frazioni di Falcioni, Palombare e Pontechiaradovo,  fino agli anni '50 la Gola rappresentava una importante fonte di sopravvivenza e di reddito anche se piena zeppa di pericoli. 
Ma di questo parlerò nella terza e ultima parte:
La Gola della Rossa/3 - La vita difficile

Pontechiaradovo  l'edicola religiosa all'ingresso della Gola della Rossa

Per leggere  "La Gola della Rossa/1 la leggenda, la storia, la strada" clicca qui