04 maggio 2016

Le case degli altri

Valcarecce: nido e uova di storno

Architettura ecosostenibile e partecipata: un po’ di paglia e di rametti, dei fili di plastica sfilacciati da un rude spago usato da Dany due anni fa per legare una pianta di pomodori (ha raccolto solo tre frutti in parte ammuffiti, adesso lei si occupa d’altro), del muschio fresco e terra in funzione di leganti e coibentanti, una cassetta del contatore di metano ( è quella di zia Tecla) dello stesso celeste delle future uova ( fa pendant), aria buona (Valcarecce), la partecipazione attiva e professionale dei due coniugi (storni), che non ho ancora avuto il piacere di conoscere, la cui maestria nello sculettamento, però, è ben riconoscibile nella perfetta rotondità interna del nido.

Le mie impressioni? Ti senti tremendamente in colpa per aver aperto lo sportello, lo richiudi subito e scappi via senza aprire la valvola, cascasse l’inverno sulla primavera.

6 commenti:

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  2. Elementi poveri ma sufficienti, esperienza tanta, capacità di sopravvivenza assoluta, maestria da vendere, insegnamenti da impartire alle (loro) future generazioni. Come nel più autentico spirito dei veri Carecciani. L'ambiente insegna, la necessità forgia, l'esperienza aiuta, la collaborazione facilità e l'obiettivo fa tutto il resto. Tutto il contrario di quello che (a livello ormai globale) sta accadendo, si sta programmando e stiamo trasmettendo alle "nuove" leve. Qualcuno sta sbagliando e la colpa è (forse) anche la nostra. Momento riflessivo catartico. A presto, William.

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    1. Sì Willy a presto, spero, ogni altra riflessione sarebbe superflua. Ciao.

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  3. La natura racconta l'uomo impara..
    Il colore è davverop molto particolare.
    Un abbraccio Leo, grazioe della visista buon fine settimana
    Maurizio

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  4. Queste testimonianze della natura, tendono a farci sentire come gli "outsider" di questo pianeta. Bella immagine! Abbracci Leo!

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