15 settembre 2016

Il primo giorno di scuola

1960, io in  terza elementare 
Negli anni ’60 frequentavo prima le elementari e poi le medie. Il primo giorno di scuola non era così ricco di auguri come sto leggendo in questi giorni su Facebook ma, al contrario, di minacce del tipo: ricordati che se non fai il bravo ti tocca! … se non studi ti bocciano… E’ vero, in quegli anni negli studi ero più simile a un Pinocchio ma anche chi era bravo come Enrico Derossi (nel libro Cuore) si beccava lo stesso tipo di …consigli.

Si entrava in classe e, ieri come oggi,  il discorso del maestro o del direttore o del prete andava sempre a finire sul nostro futuro: che eravamo il futuro della società, dell’economia, della famiglia, dell'Italia. E a forza di sentire quella parola così grande ma indefinita alla fine non ne conoscevo più il senso: il “mio futuro” è rimasta una parola vuota fino alle superiori. 

Tornando ai messaggi che ho letto oggi, se qualcuno mi avesse augurato, come ha scritto l' amica Bruna Stefanini, “di divertirmi a scuola e di aspettare ogni giorno con desiderio come un'avventura” di sicuro sarei stato meno Pinocchio, il futuro non lo avrei comunque visto prima ma ci sarei arrivato con tanta sicurezza e ricchezza in più tra le mani.



12 settembre 2016

Un matrimonio a Santa Maria del Bagno a Deruta


Deruta: Santuario  Santa Maria del Bagno           3/9/2016
Paola e Luca si sono scambiati gli anelli "segno d'amore e di fedeltà" nel Santuario Madonna del Bagno a Casalina di Deruta (PG): una mini chiesa a pianta rettangolare con tre navate costruita a fine '600 in aperta campagna per custodire l'effige, ritenuta miracolosa, di una Madonna con Bambino incastrata tra i rami di una "querciola".
Oggi la chiesa è sempre lontana dai centri abitati mentre le preghiere si sono materializzate in circa settecento ex voto in ceramica (siamo a Deruta, la capitale della ceramica) fissate dappertutto: sulle pareti e sulle colonne, davanti e dietro, in basso e in alto fin sopra al portale d'ingresso. Solo le volte degli archi e i soffitti ne sono sgombri.

Deruta: Santuario  Santa Maria del Bagno
Deruta: Santuario Santa Maria del Bagno

Deruta: Santuario  Santa Maria del Bagno
Anche le acquasantiere e gli oggetti sacri dell'altare sono in ceramica.


Quelle formelle cementate sulle pareti con uno schema ben preciso sembrano delle finestre di uno strano condominio all'interno delle quali si possono scoprire, la quotidianità, il lavoro, i desideri, le credenze e le paure di tre secoli e mezzo della nostra storia. Sono il segno di una fede semplice e ingenua (forse), ma, a volte,  per chi  deve scontrarsi con le imprevedibilità e i misteri della vita, la distanza tra scientismo e soprannaturale si riduce fino ad azzerarsi, ieri come oggi.

Per Grazia Ricevuta: guarigione di un'indemoniata

Per Grazia Ricevuta... due nascite

Per Grazia Ricevuta
Luca e Paola hanno scelto questa piccola chiesa perché cercavano il raccoglimento, l'intimità e la condivisione insieme ai loro cari, in una cerimonia essenziale , senza applausi e senza le invadenti luci delle videocamere.
La vicinanza, infatti, gomito a gomito con i parenti, gli amici, gli sposi e, mi piace pensare, con chi ha lasciato un segno di fede sulle pareti, ha reso palpabili e contagiosi, negli sguardi, gli affetti e le emozioni di ciascuno di noi.
E adesso...buona strada insieme!

Paola e Luca

06 settembre 2016

L'aria buona di Ca' di Chiocco di Apiro

Apiro (MC), Ca' di Chiocco
Ca' di Chiocco è una piccola frazione di Apiro (MC) così piccola che a volte ci sono più animali a spasso che persone, se facciamo il gioco dei quattro cantoni scopriremo un luogo inaspettato.

A poche centinaia di metri a Ovest, dopo alcune curve, si vede Apiro che da questa prospettiva sembra addossato al Monte San Vicino. D'inverno, al tramonto, sembra lo scenario di un presepe.

Apiro (MC), Ca' di Chiocco:  guardando a Ovest
Torniamo a Cà di Chiocco, le propaggini del monte Nero di Cingoli e del monte di Apiro fanno da quinta, a sud, alle colline della Valle di San Clemente e alla catena dei Sibillini che da qui sono "azzurri" proprio come li descriveva Giacomo Leopardi.

Apiro (MC), Ca' di Chiocco:  guardando a Sud
Ad est, una quercia secolare sembra la vela di una barca in viaggio verso il  Monte Conero  e le valli dell'Esino e del Musone.

Apiro (MC), Ca' di Chiocco:  guardando a Est
A settembre, il vento del nord, prima di arrivare a Cà di Chiocco e Apiro, attraversa l'Adriatico, si profuma di mare prima di impattare su Staffolo (nella foto) e le tante colline dei "Castelli di Jesi", s'intrufola tra le vigne, si sfrega su ogni foglia e su ogni acino di Verdicchio  per assorbire quegli odori e quei sapori dal retrogusto un po' amarognolo.
Dicono che qui, come in tutto l'Apirese, l'aria sia buona, frizzante e inebriante, abbiamo visto il perché. Fate attenzione, però, se viaggiate nei paraggi quando soffia la tramontana e l'uva è matura chiudete i finestrini delle auto,  quell'aria potrebbe far alterare i valori dell'etilometro soltanto a respirarla.

Apiro (MC), Ca' di Chiocco : guardando a Nord, il Verdicchio, Staffolo, il mare Adriatico