27 giugno 2018

I Ginocchielli di Poggio San Vicino e San Romualdo

È impossibile parlare dei Ginocchielli di Poggio San Vicino senza descrivere il paesaggio e senza raccontare la storia di San Romualdo. La traccia bianca del sentiero che s'intravede nella foto prosegue sul ripido crinale, attraversa a mezza costa il fianco boscoso del rilievo, sbuca in alto su una piccola sella e poi scende nell'altro versante, nella Val di Castro. È un luogo bellissimo pressoché intatto e sconosciuto del preappennino marchigiano tra le province di Ancona e Macerata. Quel sentiero intreccia la storia e la religiosità di queste zone da più di mille anni, da quando San Romualdo, il monaco "globetrotter" fondatore dell'ordine dei Camaldolesi, si stabilì qui poco dopo  il Mille prima in un eremo e poi nell'Abbazia di Val di Castro. Quel sentiero era l'unica via di collegamento tra l'Abbazia e Poggio San Vicino sia per i monaci in cammino per l'Europa che per gli abitanti della zone limitrofe diretti, al contrario, verso l'Abbazia. Ed è in questo contesto che una leggenda iniziò a circolare tra questi monti: raccontava di un cavallo o una coppia di giovenchi condotti da San Romualdo che s'inginocchiarono lasciando miracolosamente le impronte dei ginocchi in una pietra, evento che il santo interpretò come segni divini ricevuti per far costruire l'Abbazia nelle vicinanze. In seguito, quei segni furono identificati in una lastra calcarea dove il sentiero s'impenna all'inizio del crinale e ai Ginocchielli (è così che furono chiamate le impronte) si attribuirono facoltà taumaturgiche capaci di guarire il dolore ai ginocchi, alle gambe, alla schiena... Nei secoli, durante la processione che si snodava da Poggio San Vicino fino all'Abbazia di Val di Castro il giorno della festa di S.Romualdo, il 19 giugno, la sosta ai Ginocchielli per una preghiera o per una intercessione divenne una tappa sentita e obbligata.


Poggio San Vicino: i Ginocchielli

Negli anni questa tradizione scomparve ma il 19 giugno del 2012 la comunità di Poggio San Vicino la ripropose limitando però il percorso fino ai Ginocchielli. L'antica processione si è trasformata in una preghiera, in una passeggiata e una festa dove tanti mettono in comune il proprio tempo libero con il solo scopo di regalare un bel momento conviviale a tutta la comunità: un piccolo Poggio San Vicino fatto di grandi persone!


Poggio San Vicino: sentiero dei Ginocchielli, in alto il monte S.Vicino

Poggio San Vicino: bivio per i Ginocchielli

Poggio San Vicino: i Ginocchielli





Poggio San Vicino: di ritorno dai Ginocchielli


La festa continua fino al tramonto

...e un sorriso c'è per tutti!

11 commenti:

  1. ci andiamo ogni anno con Giovanni a raccogliere le more: una passeggiata bellissima

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  2. Ogni processione è buona per fare festa da quelle parti, mi pare

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    1. Ahah! diciamo che il paese si ritrova anche in queste occasioni ;)

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  3. hai ragione Leo: il luogo è particolare, nascosto, remoto, pochissimo conosciuto... e verdissimo. Pare proprio facile incontrarsi lì con il Monaco Romualdo

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    1. È la stessa sensazione che abbiamo provato io e Dany durante la prima passeggiata su quel sentiero, che poi non te la scrolli più di dosso.

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  4. Che bello! Questi luoghi boscosi ispirano pace e serenità... bello anche che si riprendano antiche tradizioni! Ciao!

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  5. Molto bello il tutto sia lo scritto che il paesaggio....Ciao Leo ;-)


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  6. ...seguirò le tue tracce....che passeggiata splendida!!!
    se poi al termine della passeggiata ti aspettano panini porchetta e sorrisi....una vera festa :)
    grazie Leo per le info, ne farò tesoro

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