03 febbraio 2013

Lo stendardo saraceno di Osimo


Osimo - Cattedrale di S. Leopardo - Cripta
Mi piace andar per... cripte, e immergermi in quegli spazi giunti fino a noi pressoché intatti dalla loro costruzione. Di solito, infatti, questi luoghi di preghiera non hanno subìto nel tempo modifiche eccessive o stravolgimenti come è avvenut troppo spesso nelle chiese sovrastanti.
Eccoci quindi nella  Cattedrale di San Leopardo di Osimo, nella stupenda cripta. Costruita nel 1191, le aggiunte di due sarcofagi romani effettuate nel '500, e di altri elementi  nei secoli successivi, non ne hanno modificato l'impianto originario;  le colonne provenienti da edifici Romani sono sempre lì disposte ad altezze decrescenti per simulare una profondità maggiore dello spazio. La chiesa superiore, invece, ma c'era d'aspettarselo, è stata oggetto di aggiunte e trasformazioni più radicali anche se la struttura medioevale è ben visibile e non è stata deturpata.

Osimo - Cattedrale di S. Leopardo -lo stendardo saraceno
Nella parete della navata sinistra, subito dopo l'ingresso, è appeso un lungo drappo bianco e rosso con delle mezze lune cucite. E' uno stendardo saraceno " sottratto ad una nave turco-araba, comandata dal palermitano Antonio Sanfilippo, dopo lo scontro vittorioso, al largo del porto di Anzio nel 1723, con una nave pontificia comandata dall'osimano Francesco Guarneri, poi donato alla cattedrale nel 1763."
Dopo secoli di  eccidi, deportazioni, distruzioni e razzie nel Mediterraneo e lungo le coste dell' Adriatico fino alle Marche del nord l'atto di "donare" a una chiesa lo stendardo di una nave barbaresca si spiega abbastanza bene con i sentimenti di gioia e di liberazione provati da quelle sfortunate popolazioni dopo ogni vittoria sui corsari. Anche in quest'altro episodio, che si svolge stavolta nel 1562 tra la riviera del Monte Conero e Potenza Picena a pochi chilometri da Osimo, i "pirati turchi"  vengono sconfitti, e la conclusione diventa motivo di festa:

Baia di Sirolo (AN)  " ... nelle sinuosità del Monte Conero..."  (6.6.2010)



"...Validissimo ed imprevisto aiuto si ebbe in questo periodo da quattro venete galee comandate da Antonio Canali o Canaletti. Questi  nel  10 giugno di quell’anno (1562) scoprì appiattite nelle sinuosità del Monte Conero  o  Monte d’Ancona due grandi fuste turche con molto numero di pirati, che si preparavano ad assalire un naviglio mercantile. Le navi venete scovarono ed inseguirono le fuste turche le quali  si diedero alla fuga. Una di queste prese terra  sulla spiaggia di Montesanto (Potenza Picena); ed i Turchi abbandonata l’imbarcazione si rifugiarono nelle nostre selve. Ma furono raggiunti e circuiti dalla compagnia comandata dal capitano Masucci; e dopo sanguinosa difesa ne furono presi prigionieri cinquanta. Altri che riuscirono a fuggire vennero inseguiti con vero accanimento dai contadini e dai portolani avidi di vendicare i sacrifici e i danni subiti; e caddero sotto i loro colpi. I cinquanta prigionieri furono condotti a Recanati dalle nostre milizie che vennero accolte a suon di campane, di trombe e di tamburi;  e quasi tutta la popolazione accorse festante pel risultato della pericolosa spedizione..." (cit.Centro Studi Recanatesi)

Stendardardo saraceno - particolare delle mezzelune cucite
Si comprende quindi l'importanza attribuita  allo stendardo turco donato alla cattedrale e alla relativa festa, "...a suon di campane, di trombe e di tamburi", solenne  codificata nei minimi dettagli ( cit. Carlo Brillantino, Storia di Osimo).
Un semplice drappo, strappato dal pennone di una nave, diventava  così un doppio simbolo: di potere riaffermato, per lo  Stato Pontificio; di speranza, per la gente comune, terrorizzata dal rischio  di  future incursioni barbaresche. 


la lapide commemorativa (a sinistra) e lo stendardo saraceno
Nel tempo, questa stoffa è diventata parte della storia e della tradizione osimana. Fino a poco tempo fa era collocata, per sei mesi all'anno, addirittura sulla volta della navata centrale. Ora è dispiegata vicino alla sfarzosa lapide in marmo che ricorda quell'evento, fatta realizzare dal conte Guarnieri, contornata da bombarda, spada, lancia, tromba con bandiera, tamburo. 
Mi chiedo, però, se questa sia la sua collocazione ideale. Quel drappo non è un simbolo di pace ma di sangue e neanche un simbolo di fede ma di vittoria. Oggi, non avrebbe più senso trasferirla dalla chiesa in un luogo non di culto, un museo o una biblioteca ad esempio, dove credenti e non credenti possano ritrovarsi sotto il segno comune della propria storia condivisa?

Appunti: La foto della baia di Sirolo non è la migliore tra quelle disponibili, l'ho scattata con il vecchio portatile Nokia il 6 giugno 2010, ma l'ho scelta per dare colore al paesaggio del racconto, lo stesso colore che gli equipaggi delle navi e gli eventuali spettatori potrebbero aver visto quel 10 giugno del 1562.   


4 commenti:

  1. Paola6/2/13

    non ho capito se lo stendardo è stato sottratto ai pirati o se è stato cucito dopo la vittoria conseguita dalla popolazione, il dubbio mi viene perchè assieme alla mezzaluna veniva sempre abbinata la stella addirittura dal 1453 con la presa di Bisanzio da parte dei turchi Ottomani. In un caso sarebbe una sottrazione al nemico dopo una battaglia, nell'altro un modo per esorcizzare lo scampato pericolo per cui nella chiesa a questo punto ci sta bene, un pò come le reliquie per le guarigioni. La mancanza della stella mi fa pensare.....

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  2. Era un pinco (nave)turco-arabo di Tunisi,il comandante un palermitano rinnegato. La lapide parla espressamente di "uno stendardo strappato al pennone della nave corsara...".
    Comunque sia, consideriamolo come un ex voto. Ciao.

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  3. Credo che si trovi al posto giusto, dentro ogni chiesa viene citato il male attraverso bassorilievi e pitture, soprattutto nelle chiese di quel periodo. Ormai quello stendardo con il tempo è divenuto parte di quel contesto, sarebbe un peccato spostarlo. Le immagini della cripta sono bellissime!

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  4. Ciao Sara, sono stato isolato e accerchiato. Sai, tutti i commenti ricevuti, anche se espressi con sfumature diverse, concordano nel lasciare lo stendardo lì dove è stato collocato. Quello che segue è il parere che Scanfesca (una cara amica)ha riportato anche nel suo post http://bit.ly/12028vy) :
    " ...Per venire al tuo post mi ha incuriosito e sollecitato ad andare a Osimo e guardarmi attorno con attenzione.
    Lo stendardo poi mi pare che sia bello che stia lì, dove ha voluto fosse chi l'aveva conquistato, un ex voto che ricorda e rende viva una storia così antica e ricca di emozioni: chi l'ha donata ha voluto ringraziare Dio per l'aiuto ricevuto… è una testimonianza storica ANCHE il fatto che sia in chiesa e non in municipio (che del resto nel 1700 non c'era)..."
    E' la bellezza della diversità! E grazie per i complimenti, sempre ben accetti.

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