04 settembre 2017

Il lago di Cingoli prima del lago.


Valle del Musone con, a destra,  il crinale di Moscosi di Cingoli
Agosto 1982: ho  scattato questa foto dalla collina sopra Valcarecce chiamata "U briacu" quasi con le lacrime agli occhi, immaginando cosa avrebbero sommerso di lì a poco le acque del lago di Cingoli (e di Apiro).

Di questo spicchio della valle del Musone, volevo lasciare traccia del microcosmo contadino fatto di casolari, strade, boschetti e alberi sparsi,  di linee rette e sinuose dei campi  stesi tra colline, vallette e il corso del fiume. Sapevo che parte di quello che  conoscevo per averlo percorso in lungo e in largo lo avrei, lo avremmo perso per sempre.


Lago di Cingoli o di Castreccioni
Agosto 2017: avrei voluto fotografare la valle del Musone nello stesso punto del 1982, ma, bellissima notizia, in trentacinque anni la macchia si è estesa occupando gran parte del versante esposto verso il lago, Il punto migliore per simulare l'inquadratura di allora l'ho trovato diverse decine di metri più in alto.

L'invaso ha sommerso le zone più profonde  della valle ma  l'ambiente nel complesso  non ne ha sofferto, a parte l'impianto viario su cui ancora oggi si discute: il verde è aumentato, il reticolo di strade poderali, campi e abitati è rimasto inalterato e le temute variazioni epocali di clima non si sono avverate. Non solo, la bellezza dello "specchio blu" ha incrementato il turismo che, a sua volta, ha fatto nascere diversi ristoranti, B&B, chalet, un museo (del sidecar) e alcuni impianti per attività sportive che, a loro volta, stanno funzionando da ulteriore attrattiva per far conoscere anche le zone circostanti comprese tra i comuni di Cingoli ed Apiro.

Ma è in questa storica torrida estate che il lago di Cingoli ha svelato la sua funzione principale garantendo l'erogazione ininterrotta di acqua, per uso potabile e irriguo, in tutta la valle del Musone fino a Loreto, fino alla costa,  mentre per i canadair impegnati a  rifornirsi d'acqua "al volo" il raggio d'azione è stato ben più vasto.

Tanto di cappello alla lungimiranza e alla tenacia di chi, quasi mezzo secolo fa, intuì l'utilità  di questo invaso e decise di farlo costruire. Un caso di buona politica, quindi.


4 commenti:

  1. Però vorrei vedere una fo presa dal lato dello sbarramento, con tutto il cemento che trattiene le acque

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Perché no, in un altro post però perché in questo mi limito a confrontare due foto scattate nello stesso punto a distanza di decenni. La diga in cemento: certo è impattante a valle dell'invaso ma se vogliamo aprire una discussione sulla convenienza o meno di questi manufatti dovremo parlarne a voce, magari a metà strada, e non so se basterà un w.e.

      Elimina
  2. Giuste e appassionate considerazioni del nostro bellissimo paesaggio!
    Vorrei rendere noto un particolare che ho avuto modo di recepire nei due anni ('83/85) che ho lavorato nel cantiere che costruiva la diga stessa : i tecnici che hanno fatto i rilievi sui due versanti della diga onde porre i picchetti di riferimento per procedere con le opere di sbancamento, trovarono una prima delineazione (serie di picchetti) risalenti al periodo delle bonifiche compreso tra il 1920 ed il 1935......direi ben più che lungimirante la politica di allora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quindi il progetto risale ai primi anni del '900? Incredibile. Grazie Picanto2

      Elimina