17 aprile 2018

L'abbazia di San Vincenzo al Furlo e il Chiosco al Furlo

Sì, avete letto bene, il Chiosco (non chiostro) al Furlo. Infatti, a metà strada tra la Gola del Furlo e Acqualagna (leggi tartufo) solo pochi metri separano  l'Abbazia di San Vincenzo al Furlo dal Chioscal Furlo. Vi garantisco, dopo essere stati in entrambi sarà difficile separarli nel ricordo.

Acqualagna, l'Abbazia di San Vincenzo al Furlo e il Chiosco al Furlo  
L'Abbazia, costruita intorno al X secolo, all'esterno non è molto dissimile da una casa tirata su con la pietra di calcare bianco tipica di questa zona. D'estate, appena lasci gli accecanti raggi di sole alle spalle per entrarci, la penombra sembra...abbagliarti. Fai fatica a seguire la  rarefatta luce, filtrata dalle poche finestre, tra la navata, la cripta e il presbiterio rialzato. L'interno è massiccio, severo anche tra  le grandi pietre d'epoca romana incastrate a formare l'irregolare pavimento. I pochi affreschi di scuola marchigiana, sopravvissuti alle trasformazioni e demolizioni imponenti avvenute nei secoli, sono i testimoni di un passato ben più colorato sulle pareti. Urcaperchénoncisiamovenutiprimaqui! Lo vorresti gridare tutto d'un fiato per goderti appieno la sorpresa prima che questa possa cedere il passo ad altre sensazioni.

Acqualagna, Abbazia San Vincenzo al Furlo

Acqualagna, Abbazia San Vincenzo al Furlo

Acqualagna, Abbazia San Vincenzo al Furlo: la cripta
Il Chiosco del Furlo, invece,  è immerso in un grande parco per metà ombreggiato da aceri e gelsi, e per l'altra metà curato a prato.  In una delle due piccole costruzioni c'è l'attività di ristorazione, nell'altra, in pietra bianca come l'abbazia, la toilette con vista sul fiume Condigliano che scorre qualche metro sotto. Una timida ma tenace corrente d'aria , smossa dal  fiume, garantisce una inaspettata frescura tra i tavoli anche nelle giornate di solleone. La specialità del Chiosco è una lista immensa di cresce (piadine) preparate, secondo la tradizione, con gli ingredienti tipici dell'alto pesarese e riconoscibili tra i profumi sfuggiti dalla cucina  per fare un giro di valzer tra tutti noi  prima di dileguarsi da questa specie di eden. Ma il condimento migliore lo trovi nell'accoglienza, nella simpatia e, soprattutto, nel sorriso dei proprietari, Cesare Martelloni &Co,  che se non sei vaccinato rischi di diventare portatore sano di sorrisi per molto tempo, anche dopo avere fatto ritorno a casa.

Acqualagna, il Chiosco al Furlo 

Acqualagna, il Chiosco al Furlo

Acqualagna, il Chiosco al Furlo
Qual è il ponte, l'anello di congiunzione tra le due aree? È la porta della chiesa costantemente spalancata. Sembra incredibile come questa possa fare da magnete, da stargate capace  di scaraventarti in ogni istante nella dimensione del tempo fermo (la chiesa) o in quello dell'oggi (il chiosco). Quando sei nella chiesa,  la luce, i suoni, l'aria tiepida e il profumo di crescia che filtrano dalla porta d'ingresso sono un costante richiamo verso l'esterno. Al contrario, quando sei a spasso tra il verde o seduto tra la gente a mangiare, quell'esile rettangolo scuro sulla facciata della chiesa sembra invitare proprio te  ad entrare, anche se ci sei già stato pochi attimi prima.  Credetemi, è difficile non cedere a quella lusinga.

Acqualagna, l'Abbazia di San Vincenzo al Furlo e il Chiosco al Furlo
Conosco l'Abbazia e il Chiosco grazie a un post scritto dalla mia amica Bruna (storica spacciatrice di buoni luoghi) in cui racconta nel suo blog "Poco lontano" anche la Gola del Furlo, eccolo:

:https://pocolontano.myblog.it/2013/02/25/andiamo-al-furlo/


Gli altri "Panino a tavolino":



4 commenti:

  1. Come sanare il corpo e l'anima

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    1. che non è roba di poco conto. ;)

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  2. Quante piadine e quante serate a suon di birra e musica ho fatto in quel chiosco d'estate...
    La piada citofonata che il tuo nome lo sentono fino alla gola del furlo è il loro marchio di fabbrica.
    E' vero, esiste una strana alchimia tra il chiosco moderno e l'antica chiesa.
    A presto!

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    1. Ahah! È vero: il nome chiamato. Anche questo è un elemento che ti tranquillizza, perché sai che ti chiamano e quindi puoi girare nel parco e goderti quei minuti in pace senza innervosirti nell'attesa. Io sono rientrato in chiesa. Ciao Barba.

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