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03 aprile 2018

Apiro e Ca' di Chiocco sulla Via Lauretana

     Apiro, Ca' di Chiocco: pellegrinaggio della diocesi di Città di Castello verso Loreto             2/4/2018

Lungo la strada che da Apiro conduce a Valcarecce si snodava un serpentone quasi ininterrotto di ragazze e ragazzi a piedi che ho scoperto poi fermarsi nella chiesetta di Santo Stefano (o Montalvello) a Ca' di Chiocco, la piccolissima frazione di Apiro che ho già raccontato qui

Quella di ieri credo sia  stata la prima limpida e  tiepida giornata di primavera di quest'anno, ma lo sciame di pellegrini, stanchi affamati e assetati, cercava l'ombra, come api nell'alveare, ricoprendo di zaini strapieni e di maglie colorate gli spazi circostanti la chiesetta.  Provenivano tutti dalla diocesi di Città di Castello. Erano arrivati con i pullman ad Apiro e da qui iniziavano il percorso a piedi  verso Loreto. Nella prima tappa avrebbero pranzato e riposato  proprio qui a Ca' di Chiocco, per poi proseguire fino a Cingoli dove avrebbero dormito. 

Oggi le Vie  Francescane o Lauretane con destinazione, appunto, Loreto stanno rinascendo e la sofferenza fisica di un lungo viaggio a piedi è tornata ad essere un fatto abbastanza comune sia come atto di fede che per scoprire sé stessi e i luoghi difficilmente osservabili con mezzi diversi dalle scarpe. Non so perché, quindi, senta la necessità di raccontare su Tracce minime  questo episodio che di per sé non ha niente di speciale, almeno per chi osserva. Forse perché so che questo che per me è uno dei "luoghi del cuore", che conosco quindi anche intimamente, è affamato di futuro, di gente meravigliata per l'ambiente circostante, di voci allegre,  di passi sulla sua terra. Ieri tutto Ca' di Chiocco sorrideva.

Buona strada! giovani di Città di Castello.
Apiro, Ca' di Chiocco: chiesa di Santo Stefano 
Apiro, Ca' di Chiocco: chiesa di Santo Stefano 







Apiro, Ca' di Chiocco: bivio per la chiesa di S.Stefano e la Vallelunga



10 dicembre 2013

La notte della "Venuta"


Valcerecce (MC)                   9.12.2013

Non spaventatevi se il 9 dicembre di ogni anno vi capiterà di scorgere tra le colline e i paesi una miriade di fuochi punteggiare la notte marchigiana. E' una devozione e una tradizione secolare quella di accendere dei falò per ricordare il viaggio... aereo "dalla Palestina a Loreto" della Santa Casa: la casa della Madonna. Tutte quelle luci simboleggiano l'aiuto che gli uomini offrono agli angeli per indirizzarli nella giusta direzione perché furono proprio loro, gli angeli, ad accollarsi la fatica del trasporto.

Come mai è ancora così sentita questa tradizione? Chissà! Forse anche perché non si ricorda il santo super-eroe vissuto anni luce da noi e irraggiungibile nella sua perfezione e santità, ma si dà un aiuto agli angeli, quelle entità amiche che ci hanno protetto e fatto compagnia già dalla culla. E' come se la tradizione religiosa e la favola si fossero unite per aprire una finestra sul mondo magico della nostra infanzia.

 

Succede anche in Umbria, a Norcia (clicca qui).