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14 marzo 2017

Rimini: affreschi di pizza e dolci di fossa

Panino a tavolino 2 - Rimini


Rimini, pizzeria Borgo Antico
La pizzeria “Borgo Antico” si trova  in un piccolo slargo nel cuore di Rimini, a pochi passi da piazza Cavour. Il locale è piccolo  ma i profumi  che si sprigionano dalle pizze appena sfornate a due metri di distanza,  la cortesia e la disponibilità dei proprietari, Giovanni e Anna,  ti fanno dimenticare l'esiguità dello spazio a disposizione.

La pizza è una tra le migliori che abbia mai mangiato: sottile al centro e alta nel bordo così che già dal primo morso sprigiona tutto l’odore e il sapore di pane appena sfornato. Poi, man mano che ti avvicini al condimento, gli ingredienti naturali di stagione conditi con l’olio extra vergine d’oliva ti danno il colpo di grazia e decidi così, su due piedi, di farla finita con la dieta e, magari solo con gli occhi stracolmi di desiderio, ti metti ad assaggiare ogni singolo pezzo messo in bella vista sul bancone. 


Rimini: chiesa di Sant'Agostino e pizzeria "Borgo Antico"
Volendo, è la scelta che preferisco, ti puoi sedere sulle panchine della piazzetta (d’inverno basta un solo raggio di sole per scaldarti) per goderti la pizza e la vista di Sant’Agostino, una delle chiese più antiche di Rimini arricchita all’interno  da un bellissimo ciclo di affreschi trecenteschi di scuola riminese che, da soli, giustificano un viaggio in questa città. 

Rimini, chiesa di Sant'Agostino: Madonna con Bambino di scuola riminese
Ma se dopo la pizza non vuoi rinunciare a un dolce con caffè e alla lettura di un quotidiano locale stando comodamente seduto a tavolino, ti basta percorrere pochi metri seguendo il fianco sinistro di Sant'Agostino fino all'altezza dell'abside, una vetrina piena zeppa di dolci è l'ingresso del caffè "Antichi Pozzi".



Appena entrati, ti danno il benvenuto due pozzi ricoperti da una spessa lastra di vetro, non puoi non vederli, ci cammini sopra: sono due fosse da grano, meravigliosamente restaurate, testimoni della necessità di conservare e proteggere il frumento nei secoli passati (ne ho parlato qui, nel post di San Giovanni in Marignano)  lungo tutta la costa e nell'entroterra Romagnolo. 



Sarà stato il caso o forse il destino, in questo luogo dove per secoli si conservava il grano, oggi lo si lavora per produrre il pane e metri e metri di torte, paste, biscotti e tipicità della zona. Entrare per credere, Serena vi accoglierà con  il suo splendido sorriso.  





Torte e biscotti con vista sull'abside della chiesa di Sant'Agostino



Panino a Tavolino 
1- Pennabilli: l'Antica Macelleria Venturi





Spigolature

Per gli appassionati di libri:  proprio dietro l'angolo, a pochi metri dalla pizzeria "Borgo Antico"  c'è una rivendita dell'usato stracolma di libri fino sul soffitto, tutti disposti sugli scaffali e divisi per genere o autore come in una normale libreria.
   




20 gennaio 2015

Rimini, la Darsena di San Giuliano : tra realtà e sogno



Per chi proviene dal mare, il porto canale e la Darsena di San Giuliano di Rimini sembrano essere protetti non da una diga foranea ma da una fortificazione con tre torri in laterizi, simile a quella che i naviganti potevano vedere già dal 1359 sulla costa, a difesa del porto: " La seconda cinta fu costruita da Galeotto Malatesta nel 1359, come annota il Clementini, "per seguire il mare, che pur anco si fuggìa... e per poter chiudere la bocca del porto, tirandovi la catena" (Luca Vici, Le mura racccontano).

Rimini, Darsena di San Giuliano, diga foranea

Rimini, fortificazioni del Borgo San Giuliano costruite nel 1359
Per chi, invece, arriva dalla città, dopo aver percorso le strette e anonime vie in prossimità del litorale, la Darsena di San Giuliano appare come scenografia di una grande piazza. La verticalità dei nuovi edifici, la loro asimmetria (l'edificio simile alla poppa di una nave da crociera ancora in cantiere), il colore del metallo che prevale su tutto, la grande ruota panoramica sullo sfondo (nella foto sottostante non si vede ma c'è) e il percorso pedonale sopraelevato che taglia in orizzontale la prospettiva, non sembrano, queste, tutte caratteristiche di un dipinto futurista? Il primo artista che mi è venuto in mente è stato Fortunato Depero.

Rimini, Darsena di San Giuliano, ingresso alla Marina Nuova

Fortunato Depero,  " New York", 1932
Difficilmente l'architettura moderna mi entusiasma  ma riconosco che camminare in questi spazi è un divertimento e una scoperta continua. Tutti gli elementi, infatti, sembrano dialogare e fondersi con la storia e l'identità della città con una serie di rimandi, simboli e riflessi piazzati ovunque. Scopriamoli!

Consiglio di iniziare il percorso tra gli edifici a destra della Darsena, nel punto in cui  una torre cilindrica sormontata dalla sagoma di un pesce (all'interno si snoda una rampa di scale)  fa da contrappunto all'altra torre (il faro di Rimini) sormontata dalla lanterna. Subito dopo incontriamo le possenti strutture di sostegno "dell' edificio-nave-in-cantiere" e lo scheletro di una nave  immersi  nell'acqua che scorre, come un fiume ( il Marecchia?), parallelamente a una scalinata.         











E lì, dove lo squarcio tra le mura incornicia il porto canale e il faro, inizia il percorso pedonale sopraelevato, lungo più di un chilometro, che subirà una serie continua di trasformazioni: balcone in muratura, ponte in acciaio e legno, piazza in laterizio, passerella in acciaio e, per ultimo, massicciata in cemento contigua alla diga foranea. 


Rimini, il porto canale e il faro
Rimini, la chiesa di San Giuseppe al Porto


Rimini, il ponte pedonale 


Dalla foto aerea il percorso sembra lineare invece è  un susseguirsi di cambi di direzione e di pendenze, se pur minime, che rendono la passeggiata piacevole e mai monotona.    


Il ponte pedonale sbuca nella Piazza Darsena perfettamente tonda, anch'essa sopraelevata, ed esageratamente grande rispetto ai volumi incontrati, e che incontreremo, lungo il percorso. L'orizzonte è tratteggiato dagli alberi delle barche, dalla ruota panoramica e dai piani alti delle case lungo la costa; sembra di stare sul ponte di una nave ormeggiata. Lo spazio è sicuro, privo di ostacoli e di pericoli, meravigliosamente adatto per muovere i primi passi sulla bicicletta, lontani dai genitori ma sotto il loro sguardo protettivo. Mi sarebbe piaciuto farvi ascoltare le grida, anzi, le urla di gioia del bambino nella foto mentre si scatenava in questa...terra d'avventura!

Rimini, piazza Darsena
Un'altro accesso proveniente dall'interno della Marina s'immette ai lati della piazza, stavolta il percorso costeggia una fontana che ricalca idealmente l'interno di un'ammonite.

Rimini,  accesso pedonale alla piazza Darsena,  fontana-ammonite

Il tratto a Ovest credo che sia la parte più coinvolgente del percorso, perché da un lato vediamo la realtà, ciò che noi comuni bagnanti conosciamo della spiaggia fatta di sabbia, ombrelloni e sdraio, pedalò, conchiglie, bagni, musica, abbronzatura, passeggiate sia d'estate che d'inverno...


Rimini, la spiaggia di San Giuliano dal percorso pedonale 

Rimini, la spiaggia di San Giuliano dal percorso pedonale 
Dall'altro lato, invece, la concretezza del porto turistico sfuma, per i più, nel desiderio di possedere una qualche imbarcazione e/o nel sogno di poter navigare verso qualche destinazione lontana. Senza dimenticare chi, invece, ha l'occasione di sbirciare dall'alto la vita che si svolge tra vele, yacht e gomene, magari con un pizzico d'invidia per chi, in apparenza, sembra più fortunato.


Rimini, percorso pedonale sopraelevato lato Darsena San Giuliano

Rimini, Darsena San Giuliano dal percorso pedonale 

Rimini, Darsena San Giuliano dal percorso pedonale 
Se la messa in scena di questa dicotomia tra realtà e sogno/desiderio è stata presa in considerazione dai progettisti nella fase di ideazione del percorso pedonale mi tolgo tanto di cappello (chapeau ! esclamerebbero i Francesi) per aver interpretato una dinamica psicologica che in una città mega turistica come Rimini coinvolge una... marea di persone.

Rimini, Darsena San Giuliano -   riflessi
Il Molo 22 è la punta a nord della Darsena, la costruzione che si allunga alla sua estremità è un ristorante dove  le architetture esterne cercano d' incorniciare l'orizzonte, mentre all'interno la vista aperta su tutti i lati rende la sala da pranzo simile al ponte di comando di una nave.

Rimini, il Molo 22  dal percorso pedonale 


Rimini, dal ristorante  Molo 22


Il tratto a nord segue parallelamente la diga foranea, costruita per  proteggere il porto dalla tramontana e dalle furiose mareggiate, per poi terminare all'imbocco dell'ormai conosciuto porto canale. Da qui si può vedere il mare aperto, l'arrivo o la partenza delle barche , la città di Rimini affacciata sul mare, la pazienza dei pescatori in attesa sulla scogliera e anche l'amore dichiarato, promesso e sigillato nei lucchetti serrati nel punto più estremo della ringhiera.

Rimini, Darsena di San Giuliano, la diga foranea

In attesa: il pescatore del pesce, il  codirosso di qualche esca...vagabonda

Rimini,  l'imbocco del porto canale


Rimini, il porto canale

I lucchetti dell'amore

Il ritorno è pressoché identico a meno che non si scelga una delle diverse varianti che conducono in spiaggia o all'interno del porto o al parcheggio sul litorale, ma sempre con Rimini davanti a noi, caparbia nel voler restare sotto ai "riflettori", sempre.

Rimini, percorso pedonale, il ritorno 

Rimini, il borgo di  San Giuliano sotto i "riflettori"


11 novembre 2013

CEIS: il Centro Educativo Italo Svizzero di Rimini

Anfiteatro romano di Rimini e, sul terrapieno, il Centro Educativo Italo Svizzero.



Siamo a Rimini ma per questa volta scordatevi il mare. I ruderi in primo piano sono quelli dell'anfiteatro romano, mentre le costruzioni in legno sotto la pineta non sono i bungalow di un centro vacanze bensì aule: le aule del Centro Educativo Italo Svizzero (CEIS).  


Il CEIS è un luogo pieno zeppo di sorprese, di segni e di significati già dall'ingresso principale.
Innanzitutto non crediate di leggere un'insegna che segnali il Centro. Io l'ho cercata in tutto il perimetro esterno ma non l'ho trovata.
La direzione, infatti, ha ritenuto sufficiente esporre la torta per festeggiare i 67 anni di attività, una barca di cartone per informarci che sono iniziati i centri estivi e, per dare un'idea di ciò che si fa all'interno, uno striscione di carta con su scritto: "Sono convinta che solo l'educazione è capace di cambiare il mondo". E' un pensiero di Margherita Zoebeli, la fondatrice del Centro. Una frase semplice. Apparentemente semplice, perché educare non è una cosa da niente.