02 dicembre 2013

La Grotta del Vernino e il tempo inesistente





Nella Grotta del Vernino ci si arriva dopo un'ora di faticosa ma facile escursione (il dislivello è di soli 350 metri), mentre si costeggia le falesie a picco sulla Gola della Rossa. L'ambiente severo, la fitta e variegata vegetazione (qui ho scoperto un corbezzolo in piena forma), la relativa assenza di attività umane, il respiro antico di questa cavità in cui sono state trovate perfino delle selci preistoriche, rendono questo percorso divertente e, in un certo senso, misterioso.



Era da tempo che smaniavo di ritornare in quella grotta. Dopo circa venticinque anni chissà quale cambiamento mi aspettavo di vedere o di sentire. Il tempo di trovarmi a tu per tu con quell'antro, orgoglioso per averlo conquistato e reso mio, e mi sono reso conto all'improvviso che, a parte qualche ramoscello in più o in meno, tutto era rimasto invariato. Anche se guardavo attorno e spaziavo fino alle altre falesie o giù in fondo alla valle non vedevo traccia di cambiamenti. Ma non poteva essere diversamente. Per quelle rocce cresciute e poi scavate nelle viscere in milioni di anni, e con un futuro di altri milioni di anni, il mio quarto di secolo rappresentava uno spicchio di tempo insignificante, inesistente. Io invece... diamine... io sì che ero cambiato. Solo io. E quanto!
Sono partito con la coda tra le gambe mentre continuavo a guardarmi dentro e fuori, inciampando a volte su qualche pietra messa lì a ricordarmi che anch'essa mi sarebbe sopravvissuta.

Il sentiero per la Grotta del Vernino       1.12.2013   

4 commenti:

  1. A volte la natura appare così immobile...

    Un abbraccio

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    1. e poi arriviamo noi a scavare costruire asfaltare disboscare.......

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  2. a parte le grotte di frasassi e quelle con il mare che riluccica dentro, le grotte mi mettono l'ansia, come pure i tunnel autostradali (claustrofobia parcellare?)

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  3. Peccato Amanda, perché questo è il regno delle grotte. Per entrare in quella dell'Inferno, poco distante, devi strisciare per una decina di metri in una specie di budello di roccia nel quale, se non ti appiattisci come dovuto, con la testa schiacci o i lumaconi o i ragni o altre entità a spasso sul basso soffitto. Ma una volta superato quell'ostacolo sei in un altro mondo, come in un film di fantascienza.

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