Il Festival Cantar Lontano, ideato, curato e diretto da Marco Mencoboni, ripropone la "prassi seicentesca" di disporre i coristi nelle diverse cantorie o in altri spazi ben studiati di una chiesa per creare l'effetto stereofonico in chi ascolta. E' un'esperienza da brivido: le navate, le cappelle laterali, le pareti, gli archi, tutto diventa cassa armonica di quelle voci e perciò parte integrante della melodia. Ma se l'architettura diventa parte integrante della melodia anche i suoni "altri", quelli cioè che appartengono all'ambiente che ci circonda e che consideriamo a volte rumori, possono trasformarsi in musica.
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| Marco Mencoboni |
Nel porto di Ancona, per il concerto "Ave Maris Stella", Marco Mencoboni ha scritturato... le sirene di alcuni rimorchiatori e con la sola disposizione spaziale del complesso e degli spettatori ha simulato una chiesa nel molo d'attracco delle navi da crociera. È stata una notte surreale. Non potevamo sederci, ma le musiche antiche, le stelle sopra di noi, le luci sul mare e della città in lontananza hanno fatto della banchina una delle navate più belle... a cielo aperto. I coristi si affacciavano dalle cantorie ricavate sulle enormi gru portuali e dal ponte di una nave ormeggiata di fianco a noi, mentre la voce rauca delle sirene interagivano come le canne di un organo invisibile.
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| Porto di Ancona "Ave Maris Stella" 19.06.2010 |






