04 maggio 2014

Il 1° Maggio tra le colline di Frontale e Isola

Verso Villanova di Frontale (MC)                                01.05.14
Lo squarcio tra le nuvole si gonfiava sempre più in un lago d'azzurro sopra le nostre teste. Era ovvio, oramai, che le pessime previsioni  meteo subivano l'imprevedibilità della natura e che quel 1° Maggio ci avrebbe riservato una inaspettata tregua. Che non ci siamo lasciati sfuggire, tuffandoci nel primo viottolo sbucato ai lati della stata asfaltata. Abbiamo, così, girovagato tra le colline di Frontale e di Isola, nell'alto maceratese, senza meta, gustandoci il verde di una primavera bagnata, che più verde non si può, e i giochi di luce che il sole, tra una nuvola e l'altra, si ostinava a far danzare intorno a noi.

Il verde che "più verde non si può"                            01.05.14


Isola con la sua torre medioevale                                 01.05.14



Il Monte Nero di Cingoli, un po' nero e un po' verde           01.05.14
Villanova di Frontale -  murales... contabile


Villanova di Frontale  -  murales contabile  -  dettaglio

Villanova  di Frontale-  vecchia facciata


Giochi di luce                                                         01.05.14

Incomunicabilità  (tra la quercia e il corvo)                           01.05.14


Tramonto travagliato tra le case di Elcito e i contrafforti del Monte San Vicino    01.05.14

19 aprile 2014

Porto Recanati: la "Bara de notte"

La Bara de Notte tra le vie di Porto Recanati il Venerdì Santo
Porto Recanati  -   processione del Venerdì Santo:  la Bara de Notte      18.04.2014

È dal 1713 che la "Bara de Notte" attraversa Porto Recanati la sera del Venerdì Santo.
Chi ha ideato questa espressione di fede è andato giù duro, la processione, infatti, si concentra solo sulla morte di Gesù, non ci sono scenografie devianti da questo tema. L'evento, che si snoda per le piccole vie del centro marinaro, è centrato sul catafalco, rappresentazione visiva della Passione e del mistero nascosto nella morte dell'uomo. Forse è per questo motivo che noi spettatori, ai lati della strada, mostriamo sì curiosità ma anche rispetto e partecipazione per un miscuglio di tradizione e di fede che smuove dal fondo della nostra anima quel mistero che ci riguarda da vicino.
In attesa, come tanti sperano e tante religioni credono, della Resurrezione.

Buona Pasqua.


La Bara de Notte tra le vie di Porto Recanati il Venerdì Santo
Porto Recanati  -  la Bara de Notte         18.04.2014


La Bara de Notte tra le vie di Porto Recanati il Venerdì Santo
Porto Recanati  -  la Bara de Notte         18.04.2014


La Bara de Notte tra le vie di Porto Recanati il Venerdì Santo
Porto Recanati  -  la Bara de Notte         18.04.2014

In chiesa mentre si canta "Gesù mio con dure funi", canto del 1760.

In processione anche San Giovanni, la Madonna e Maria Maddalena


Informazioni dettagliate sulla "Bara de Notte" le trovi qui.


15 aprile 2014

Un'altra sorpresa di Marco Mencoboni


Marco Mencoboni sullo sfondo la chiesa di San Ciriaco ad Ancona
Marco Mencoboni
Ricordate il post dello scorso gennaio su "Marco Mencoboni e Cantar Lontano"(clicca qui)? Nelle ultime righe scivevo che: "negli anni, ci siamo abituati ad ascoltare i concerti di Marco Mencoboni e del suo complesso nei luoghi, o meglio, negli spazi più disparati e inconsueti, ma non ci stancheremo della qualità e bellezza delle loro esecuzioni finché continueranno ancora a sorprenderci".

Ero sicuro, infatti, che Marco ci avrebbe ancora sorpreso! 
Ecco il comunicato stampa che ha inviato Doretta, la responsabile della comunicazione di Cantar Lontano:

"I 30 anni di vita del telefonino festeggiati con un'idea Made in Marche
Il gigante della telefonia coreana SK Telekom ha utilizzato un brevetto Made in Marche per festeggiare i 30 anni di vita del telefonino.
Lo rende noto la "E lucevan le stelle sc" di Pesaro, proprietaria del format riferibile alla costituzionedi una vera e propria orchestra di telefoni cellulari. 
L'idea, partorita nel 2011 dal musicista Marco Mencobonifa parte del bando europeo riferibile a Mons capitale della cultura 2015 ed è depositata a tutti gli effetti come idea creativa e prodotto dell'ingegno presso le autorità competenti.
Viva soddisfazione da parte del M° Mencoboni che vede così realizzato da parte di una importante multinazionale il suo progetto.
Una collaborazione per progetti futuri tra la società coreana e quella pesarese è dunque auspicabile con ricadute anche sul nostro territorio."

Il filmato della SK Telecom coreana è una vera e propria chicca, guardatelo. E' un mix di video musicale e cartone animato della Walt Disney anni '50, sul tipo di "Telefonino (anziché Topolino) apprendista stregone" dove gli oggetti si animano sostituendosi, in questo caso, ai musicisti.


Alla prossima...sorpresa, Marco!






06 aprile 2014

L'Eremo di San Girolamo al Monte Cucco e la Valle delle Prigioni

l'Eremo di San Girolamo al Monte Cucco                 31.03.2014

A vederlo dal basso, l'Eremo di San Girolamo al Monte Cucco sembra avvisarci, senza preamboli, che i monaci che lo abitano vogliono restare lontani e isolati dal resto del mondo. Eppure,  quella costruzione perfettamente incastrata e costruita tra e con le rocce circostanti ti attira a sé come un magnete.  E ti sembra quasi di sfidare la volontà di quegli eremiti quando percorri la malandata carreggiabile che, in meno di mezz'ora a piedi,   ti fa strada fino all'ingresso dell'edificio. Che è sempre chiuso e non visitabile, altrimenti che eremo sarebbe! Puoi solo affacciarti dal muraglione che lo protegge dal vuoto, immaginare il paesaggio visibile dalle finestre dei monaci e intuire le preghiere recitate anche per conto degli umani che si affannano là sotto.

19 marzo 2014

L'Abbazia di Sant'Emiliano in Congiuntoli e Isola Fossara


Nel raggio di pochi chilometri da Isola Fossara (PG) si trovano ben quattro chiese tra abbazie ed eremi, una più bella dell'altra, ciascuna con la propria storia millenaria: l'Abbazia di Sant'Emiliano in Congiuntoli, l'Eremo di San Girolamo al Monte Cucco (clicca qui), l'Abbadia di Santa Maria di Sitria, e, poco distante da quest'ultima, il più importante e conosciuto Eremo di Fonte Avellana.

La stessa provinciale Arceviese che percorre il fondovalle trasmette la sua suggestione storica. È, infatti, una diramazione della strada consolare romana Flaminia che dal valico di Scheggia raggiunge Sassoferrato e poi l'Adriatico a Senigallia. Sembra che in questa zona siano passati, nel 295 a.c., gli Umbri e gli Etruschi per combattere contro i Romani e i Piceni nella battaglia del Sentino che si svolse nei paraggi, nei paraggi di Sassoferrato.

La zona è montuosa, a tratti impervia e i cartelli stradali che indicano la Forra di Rio Freddo e Pascelupo (passo del lupo) non lasciano dubbi. Le poche strade che la percorrono fanno fatica a concedersi qualche breve rettilineo. Ma l'ambiente è intatto e la natura la fa da padrona. I pochi gruppi di case che incontriamo se ne stanno arroccati in alto, oggi non debbono più difendersi da chissà quali nemici, ma sono al sicuro dalle periodiche inondazioni del fiume Sentino e dei suoi affluenti.



L' Arceviese tra l'Abbazia di Sant'Emiliano in Congiuntoli e Isola Fossara
Provenendo da Sassoferrato, Sant'Emiliano in Congiuntoli appare all'improvviso, in una piccola valletta alla confluenza (congiuntura) del Sentino con il Rio Freddo. Siamo già in Umbria. Qui, il confine del comune umbro di Scheggia-Pascelupo non si arresta sui crinali spartiacque degli Appennini ma  si dilata, come un palloncino, all'interno delle Marche; retaggio di antiche e bizzarre dispute territoriali.

L'Abbazia di Sant'Emiliano in Congiuntoli  -  vista da nord.

07 marzo 2014

Le "esattrici" dell'autostrada A14


Una esattrice nel casello dell'autostrada Ancona Nord
Barbara  -  autostrada A14  casello di  Ancona Nord
Per l'8 marzo regalo una mimosa virtuale non solo alle fan oramai amiche di questo blog ma anche a tutte le "esattrici" che da qualche  tempo vediamo nei caselli di uscita dell'autostrada A14.
Quello che svolgono è un lavoro duro e complesso. Per otto ore consecutive interagiscono con una pluralità infinita di persone e situazioni a volte difficili. Giorno e notte, estate e inverno. Non si perdono d'animo, però. A differenza degli uomini, hanno umanizzato e personalizzato il rapporto con noi automobilisti: ti sorridono quando arrivi, ti ringraziano quando paghi, ti salutano quanto riparti. E nel poco tempo a disposizione riescono anche a scambiare due parole. Fra poco, vedrete, ci offriranno da bere e ci ricorderanno di allacciare le cinture di sicurezza.

Brave, ragazze!

Sonia  -  Autostrada A14  casello di  Ancona Sud


Valeria  -  autostrada A14  casello di  Fano

Eleonora  -   autostrada A14  casello di  Ancona Nord


Nada  -  Autostrada A14  casello di Montemarciano

Appunti
Ringrazio Roberto Vichi, responsabile della tratta autostradale Ancona - Pesaro, perché senza il suo aiuto convinto non avrei potuto realizzare questo post.
Grazie Roberto, davvero.


13 febbraio 2014

Mondavio: l'Amore sacro

interno della chiesa
Mondavio (PU)  -  chiesa di San Francesco
L'Amore è sacro per definizione, ma se lo leggi in un inginocchiatoio - un cuore con le iniziali G+F - all'interno di una chiesa (San Francesco di Mondavio),  è sacro due volte. E se l'autore  è grande poco più  di un bambino allora quell'Amore è sacro tre volte. Perché è nell'adolescenza che la Natura gioca tutte le sue carte e inizia a suonare il  "preludio" all'età adulta. 

05 febbraio 2014

San Benedetto del Tronto: lo spettacolo tra mare e terra

San Benedetto del Tronto: il porto
Quando sono dalle parti di San Benedetto del Tronto mi concedo qualche minuto per assistere allo spettacolo, in sei atti e otto minuti, che si svolge tutti i pomeriggi dei giorni lavorativi, venerdì escluso, nella banchina del Molo Nord: condizione del mare, fermo pesca e disponibilità di pesce permettendo. I posti sono in piedi e si sta all'aperto per gran parte del tempo, ma l'ingresso è gratuito.
Buona visione!

Atto 1°: l'arrivo del peschereccio "Nuovo Trapezio"    h. 15,21

20 gennaio 2014

I libri di Alessandra

  
Biblioteca Comunale di Loreto

I libri hanno sempre accompagnato Alessandra Uccelli nei traslochi richiesti dal suo lavoro, viaggiando da Stresa, sua città d'origine, nelle diverse città d'Italia e infine nelle Marche, ad Ancona.

Quando Alessandra ha saputo che la malattia contro cui lottava non le avrebbe dato scampo ha cercato di garantire un futuro a tutti i suoi libri chiedendo che non fossero dispersi in chissà quali rivoli ma che trovassero posto, tutti insieme, in una biblioteca pubblica. Avrebbero continuato a regalare, ad altri, gli stessi momenti magici e le stesse emozioni che lei aveva vissuto con essi.
Così, dopo la sua scomparsa, si sono attivate tante connessioni di affetti, amicizie e conoscenze che hanno consentito di trasformare quel desiderio in realtà: la sua biblioteca costituita da circa 2.300 libri di narrativa sarebbe confluita per intero nella Biblioteca Comunale "A.Brugiamolini" di Loreto in  una sezione speciale, la Biblioteca di Alessandra, che, per desiderio dei suoi familiari, è stata inaugurata il 18 gennaio, giorno del suo compleanno.

08 gennaio 2014

Marco Mencoboni e Cantar Lontano

Il Festival Cantar Lontano,  ideato, curato e diretto da Marco Mencoboni, ripropone la "prassi seicentesca" di disporre i coristi nelle diverse cantorie o in altri spazi ben studiati di una chiesa per creare l'effetto stereofonico in chi ascolta. E' un'esperienza da brivido: le navate, le cappelle laterali, le pareti, gli archi, tutto diventa cassa armonica di quelle voci e perciò parte integrante della melodia. Ma se l'architettura diventa parte integrante della melodia anche i suoni "altri", quelli cioè che appartengono all'ambiente che ci circonda e che consideriamo a volte rumori, possono trasformarsi in musica.

Marco Mencoboni
Nel porto di Ancona, per il concerto "Ave Maris Stella", Marco Mencoboni ha scritturato... le sirene di alcuni rimorchiatori e con la sola disposizione spaziale del complesso e degli spettatori ha simulato una chiesa nel molo d'attracco delle navi da crociera. È stata una notte surreale. Non potevamo sederci, ma le musiche antiche, le stelle sopra di noi, le luci sul mare e della città in lontananza hanno fatto della banchina una delle navate più belle... a cielo aperto. I coristi si affacciavano dalle cantorie ricavate sulle enormi gru portuali e dal ponte di una nave ormeggiata di fianco a noi, mentre la voce rauca delle sirene interagivano come le canne di un organo invisibile.

Porto di Ancona  "Ave Maris Stella"                19.06.2010

10 dicembre 2013

La notte della "Venuta"


Valcerecce (MC)                   9.12.2013

Non spaventatevi se il 9 dicembre di ogni anno vi capiterà di scorgere tra le colline e i paesi una miriade di fuochi punteggiare la notte marchigiana. E' una devozione e una tradizione secolare quella di accendere dei falò per ricordare il viaggio... aereo "dalla Palestina a Loreto" della Santa Casa: la casa della Madonna. Tutte quelle luci simboleggiano l'aiuto che gli uomini offrono agli angeli per indirizzarli nella giusta direzione perché furono proprio loro, gli angeli, ad accollarsi la fatica del trasporto.

Come mai è ancora così sentita questa tradizione? Chissà! Forse anche perché non si ricorda il santo super-eroe vissuto anni luce da noi e irraggiungibile nella sua perfezione e santità, ma si dà un aiuto agli angeli, quelle entità amiche che ci hanno protetto e fatto compagnia già dalla culla. E' come se la tradizione religiosa e la favola si fossero unite per aprire una finestra sul mondo magico della nostra infanzia.

 

Succede anche in Umbria, a Norcia (clicca qui).

02 dicembre 2013

La Grotta del Vernino e il tempo inesistente





Nella Grotta del Vernino ci si arriva dopo un'ora di faticosa ma facile escursione (il dislivello è di soli 350 metri), mentre si costeggiano le falesie a picco sulla Gola della Rossa. L'ambiente severo, la fitta e variegata vegetazione (qui ho scoperto un corbezzolo in piena forma), la relativa assenza di attività umane, il respiro antico di questa cavità in cui sono state trovate perfino delle selci preistoriche, rendono questo percorso divertente e misterioso.

24 novembre 2013

Quando dalle finestre chiuse entravano il vento e la pioggia



E' una finestra  come tante, vecchia, con un bel panorama, ma sempre di una finestra si tratta. Già, ma guardate la foto qui sotto: è la stessa finestra con le ante chiuse. Sul davanzale interno e per tutta la sua lunghezza scorre una scanalatura che al centro comunica con un piccolo foro. E' stato un accorgimento tanto semplice quanto ingegnoso utilizzato fin quando spuntarono i doppi vetri e gli infissi a prova d'intemperie. Sì, perché prima di quelle invenzioni dalle finestre chiuse entravano sia il vento che la pioggia. Al vento era difficile opporsi, i vetri sottilissimi sbattevano sui loro incastri ed entravano sbuffi d'aria da tutti i lati. L'acqua invece, non era un problema, anche se sgocciolava da ogni interstizio, cadeva in quella scanalatura e defluiva poi all'esterno da quel piccolo buco. 

11 novembre 2013

CEIS: il Centro Educativo Italo Svizzero di Rimini

Anfiteatro romano di Rimini e, sul terrapieno, il Centro Educativo Italo Svizzero.



Siamo a Rimini ma per questa volta scordatevi il mare. I ruderi in primo piano sono quelli dell'anfiteatro romano, mentre le costruzioni in legno sotto la pineta non sono i bungalow di un centro vacanze bensì aule: le aule del Centro Educativo Italo Svizzero (CEIS).  


Il CEIS è un luogo pieno zeppo di sorprese, di segni e di significati già dall'ingresso principale.
Innanzitutto non crediate di leggere un'insegna che segnali il Centro. Io l'ho cercata in tutto il perimetro esterno ma non l'ho trovata.
La direzione, infatti, ha ritenuto sufficiente esporre la torta per festeggiare i 67 anni di attività, una barca di cartone per informarci che sono iniziati i centri estivi e, per dare un'idea di ciò che si fa all'interno, uno striscione di carta con su scritto: "Sono convinta che solo l'educazione è capace di cambiare il mondo". E' un pensiero di Margherita Zoebeli, la fondatrice del Centro. Una frase semplice. Apparentemente semplice, perché educare non è una cosa da niente.

01 novembre 2013

Quattro Novembre a Castel Sant'Angelo


Il paese è tutto lì, alcune case, la chiesa e i pochi resti di quello che fu il castello a protezione della Valle di San Clemente. Oggi, Castel Sant'Angelo ( frazione del comune di Cingoli - MC)  conta 17 residenti in tutto, una bazzeccola rispetto a 100 anni fa quando la campagna era coltivata e abitata anche negli angoli più impervi e quando in un singolo casolare potevano abitarci anche più di 30 persone.


Castel Sant'Angelo, frazione di Cingoli (MC)
Castel Sant'Angelo di Cingoli (MC)  al tramonto                       6.1.2013
Ma guardate questo monumento ai "Caduti della Guerra 1915-1918" posizionato all'ingresso della frazione: nell'elenco figurano...19 uomini. Anche se allora il numero degli abitanti era maggiore rispetto ad oggi non è comunque un'enormità tutti quei morti ? Sembra impossibile!

Castel Sant'Angelo di Cingoli


In un paese così piccolo tutte le persone erano in qualche modo imparentate tra loro, è perciò probabile che in quegli anni ogni famiglia, anche la  più isolata, piangesse qualcuno di quei  "ragazzi". Ma non solo qui e nella Valle di San Clemente ma anche nel resto del Paese, perché quella carneficina provocò, solo in Italia, 700.000  morti, e le lapidi come questa disseminate ovunque ne sono la testimonianza. 

Castel Sant'Angelo, Isola, Elcito e il Monte San Vicino
Valle San Clemente: Castel Sant'Angelo,  Isola (sullo sfondo),  Elcito (in alto a sx)                23.1.2013
S E T T E C E N T O M I L A !
Non riesco a visualizzare settecentomila persone tutte assieme; a volte rimane sospeso nell'indefinito il significato di una cifra se questa non è contenuta nella nostra esperienza. Queste località e queste lapidi ci servono, al di là della  retorica nella quale a volte sono immerse, perché svelano la reale dimensione di quei numeri e  quanto dolore è nascosto in ciascuna riga di quegli elenchi.








23 ottobre 2013

Visso e Leopardi. Parte 2° : Viani, Mariotti e Gaola Antinori

Sembrerà strano, ma a Visso, nel cuore del parco dei Monti Sibillini, si trova il Museo dei Manoscritti Leopardiani. Strano perché Leopardi non c'è mai stato in questa città e perché non gli ha mai dedicato una poesia. Se nelle "Ricordanze" Giacomo scriveva "... quei MONTI AZZURRI, che di qua scopro..." non si riferiva a Visso ma alla catena dei monti Sibillini che intravedeva da Recanati.
Stavolta, invece, sarà la casualità a decidere l'intreccio di questa storia.

Nel 1869 lo studioso Prospero Viani di Bologna, a causa di necessità economiche,  decide di vendere la sua collezione di manoscritti leopardiani, incarica quindi il deputato Filippo Mariotti di Apiro di trovare un acquirente che, poco dopo, si materializza nell'allora sindaco di Visso Giovan Battista Gaola Antinori.

Chi sono questi personaggi? Proviamo a conoscerli meglio partendo magari da qualche scritto, da qualche traccia che riveli un po' della loro personalità.

Prospero Viani  

Prospero Viani - Museo del Risorgimento - Reggio Emilia
Letterato, filologo e  accademico della Crusca, Prospero Viani è un appassionato studioso di Leopardi anche  non avrà mai modo di conoscerlo. Raccoglie i  manoscritti di Giacomo dal 1838 per poi pubblicarli nell' Epistolario leopardiano. 

Per conoscere qualcosa di Prospero leggiamo questa questa lettera scritta ad un suo amico:
" quando lo scorso mese, nel fitto dell'inverno, io venni da te, carissimo Oreste, vidi, girando l'occhio lungo tutta la strada e la sfogata campagna, lo spettacolo pittoresco della galaverna; dove a creste o zighizaghi, dove a nastri o trine, quando a pizzi o frange, e quando a pendagli o rotoletti, come fiori d'avellani o di noci, secondo l'intrecciata e varia conformazione o configurazione de' rami negli alberi e nelle siepi..."
Questa descrizione della galaverna tessuta da Viani è un vero e proprio ricamo fatto con le parole quando questo vocabolo era una novità anche per i dizionari. Una persona così avrebbe trattato con la stessa competenza e sensibilità qualsiasi argomento, inclusi i pensieri autografi di Leopardi.

Monte Catria e ( sullo sfondo)  Monte Acuto:    la galaverna                       6.3.2010

06 ottobre 2013

Visso e Leopardi. Parte 1° : la città


Visso:    torri di guardia della cinta muraria medievale
Cesellata in una valle alla confluenza del torrente Ussita con il fiume Nera ( quello che andrà poi a gettarsi nella Cascata delle Marmore), Visso è la porta d'accesso ad est del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Si passa di qui per andare a Castelluccio e Ussita, ma anche nell'altopiano di Macereto o nell'Alta Val Nerina. Insomma, ci troviamo in una delle zone più belle d'Italia.

Visso:  torrente Ussita, chiesa di San Francesco e argini a protezione della città.

26 settembre 2013

Le parole di Santarcangelo di Romagna




Santarcangelo di Romagna           via C. Battisti
Il centro storico di Santarcangelo di Romagna è addossato sull'ultima collina della Val Marecchia, pochi metri sotto si stende la pianura e la marea estiva del turismo balneare riminese. Gli abitanti hanno conservato la loro città vecchia con cura e con amore così da renderla accogliente, pulita e colorata, senza tralasciare qualche civetteria moderna.

Santarcangelo di Romagna         Piazza Ganganelli
Basta fare due passi tra le "contrade" per rendersene conto. Vedremo i balconi super fioriti, le facciate delle case tinteggiate di fresco, l'utilizzo di ogni spazio, anche quello più improbabile, per ricavare piazze, giardini e finestre.

02 settembre 2013

Cingoli: il Monte Nero e il suo bosco


Valcarecce e la macchia mediterranea del Monte Nero       ( 01/09/2013)

Tutte le volte che  m'affaccio dalla terrazza di Valcarecce e guardo il Monte Nero credo di provare lo stesso desiderio di chi abita fronte-mare:  di nuotare in quel mare di verde, in quella fitta macchia mediterranea che riveste tutte le pendici di quella collina-monte.

È lì che la Natura opportunista  dimostra  come quella selva di forme, attitudini, colori e odori  sia la soluzione migliore per affrontare il futuro.  E’ vero, tutti  sgomitano per arrivare più in alto degli altri,  ma quando arrivano le bufere della vita fanno muro comune, si sostengono e a volte s’abbracciano pur di resistere.  
In quella società multietnica le diversità non sono un problema, sono la  sua forza, la sua bellezza.

19 agosto 2013

Apiro tra le campane: vertigo


Apiro   Collegiata di Sant'Urbano         veduta nord


Tra le campane m'affaccio
a cercare paesi e paesaggi
farsi strada tra i ricordi

Al prossimo rintocco
che ci vuole ad agguantare la nota!
salirci sopra
e volare... volare
messaggero del Vespro
fin là dove il suono ondeggia
e poi scompare

Le mani trasudano vertigine
al richiamo del vuoto
scivolano sulla ringhiera
incerto confine
tra la normalità e la follia
o la poesia.


Apiro: Valle  San Clemente con la dorsale del monte San Vicino

Apiro   

03 luglio 2013

La mia... Ascoli Piceno: Sant'Angelo Magno e la Ruota degl'Innocenti


Ascoli Piceno - Via Pretoriana

Siamo  ad Ascoli Piceno,  nella parte più alta di Via Pretoriana.  Conviene fermarsi un attimo,  prendere un po’ di fiato dopo  l’impennata dell’ultimo tratto e godersi  lo spettacolo della città vista dall’alto: s'intuiscono già il mare di tetti e le torri e i campanili che spuntano di qua e di là come vele. 

Ascoli Piceno  -  Via Sant'Angelo